È morto a 45 anni, nel pieno della virilità, quando avrebbe dovuto mietere maggior messe di allori nel difficile e glorioso campo dell’arte. Ma sgraziatamente da varii anni il lento e crudele malore che lo trasse anzi tempo alla tomba gli minava insidiosamente l’esistenza, offuscando lo splendore di quella intelligenza che aveva concepite e create tante e così egregie opere d’arte.
Ed il Ranzoni fu davvero grande e vero artista. “I suoi acquarelli - scriveva un competentissimo critico milanese - varcheranno i tempi, e l’iride smagliante della sua tavolozza maritata ad un disegno purissimo lo rammenterà ai più lontani, e soggiungeva che dei suoi ritratti alcuni sono già celebri”.
Ed in verità in tutte le sue opere e nei ritratti in ispecie non è mai smentito quel fare largo e magistrale, quella sprezzatura d’ogni convenzionalisismo, quella mirabile soavità di tinte, di contorni e di sfumature ed infine quel senso delicatissimo di giusta modernità dietro cui si affaticano tanti e pure egregi artisti.
Per unanime consenso degli intelligenti, Daniele Ranzoni fu il più felice, il più vero ed efficace prosecutore di quel Tranquillo Cremona di cui era anche l’amico prediletto: e vuolsi che egli per il primo avesse iniziato quella maniera
di pittura, per la quale va celebre il noto capo-scuola lombardo.
Il Ranzoni a queste elette doti di artista univa insieme un indole mite ed affettuosa, uno spirito arguto e pronto, e quella vivace festosità di carattere che sembra congenita negli artisti.
Le sue esequie celebratesi mercoledì a sera, ed a cui convenne numerosa ogni classe della cittadinanza, valsero a dimostrare quanta larga eredità di stima, di ammirazione e di affetti, abbia lasciato dietro a sé il povero Daniele.
Al cimitero il signor Grubicy, redattore artistico di vari reputati periodici ed intelligente mecenate dell’arte, parlò dei meriti grandissimi, dei pregi indiscussi del nostro compianto concittadino deplorandone la perdita immatura. Col Grubicy erano pure giunti da Milano per le esequie del Ranzoni vari amici e colleghi d’arte: altri scusarono la propria assenza, ed oggi stesso giungevano da Milano lo scultore principe Paolo Troubetzkoy ed il pittore Longoni a portare sulla tomba del compianto nostro concittadino una colossale corona di fiori, a nome degli artisti milanesi.
Tutti i giornali milanesi hanno parole di profondo e sentito rimpianto per la morte del Ranzoni, di cui riconoscono le elette doti di artista grande e potente, e di cui tutti ricordano ancora i trionfi artistici a Brera.
- A Cura di:
- [Fabio Copiatti]
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Biografia Carlo Alessandro Pisoni
Carlo Alessandro Pisoni (Luino, 1962 - Varese, 2021). Seguendo le orme del padre Pier Giacomo,
dal 1991 al 2017 è stato conservatore, per gentile concessione dei principi Borromeo, dell'Archivio
Borromeo dell'Isola Bella. Appassionato studioso e ricercatore, ha sempre voluto mettere a
disposizione degli altri conoscenze e scoperte, togliendo la polvere dai fatti che riguardano Lago
Maggiore e dintorni; insieme a studiosi e amici, ha riportato alla luce tradizioni, eventi e personaggi
passati dal lago, condividendoli con la sua gente.
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