STRUMENTI CULTURALI

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Elenchi di funzionari e cariche pubbliche in «CANNOBIO»

Denominazione:
Cannobio
Breve Abstract:
Informazione Istorica del Borgo..., Cap. 10 - Come Ottone Visconti arcivescovo di Milano, rotto e vinto in battaglia dai Torriani, ritirossi a Cannobio...
Abstract:

CAPO X.

COME OTTONE VISCONTE, ARCIVESCOVO DI MILANO, ROTTO E VINTO IN BATTAGLIA DAI TORRIANI, RITIROSSI A CANNOBIO; E COME FU DA ESSO BORGO SOVVENUTO DI GENTE, NAVI ARMATE ED ALTRE COSE NECESSARIE PER RINNOVARE LA GUERRA CONTRO DETTI TORRIANI

 

Mentre questo Borgo godeva la libertà molti successi memorabili in esso seguirono, tra i quali fu questo. Guerreggiando Ottone Visconti, Arcivescovo di Milano, contro i Torriani, i quali allora signoreggiavano essa città, ed essendo stato da quelli in un fatto d`armi presso a Castel Seprio malamente rotto e posto in fuga, ritirossi con parte del suo esercito a Como, dove, essendogli vietato l`entrare, tutto mesto e sconsolato cavalcando verso l`Alpi, si ridusse a Zornigo [= Giornico], terra nella Valle Leventina della Diocesi di Milano; (benché il Corio dica ad Orsenigo) ed indi dopo alcuni giorni si trasferì al Borgo di Cannobio, parimente della Diocesi di Milano, come luogo più sicuro ed atto a rimettersi, e ciò fu I`anno 1276 nel mese di Luglio. E benché i Cannobini, per paura dei Torriani vincitori e signori di Milano, alla prima ricusassero di accettarlo, serrandogli anche le porte contra, nondimeno poi mossi dai gran preghi e dalle larghe promesse di esso Arcivescovo Ottone, gli concessero di poter dimorare fuor della Terra due giorni soli, nei quali, venuto a parlamento con alcuni principali di Cannobio, fra i quali furono Uberto e Giovanni fratelli Del Sasso, miei antecessori, seppe tanto ben ragionare, che gl`indusse a suo volere, e con l`opera loro trasse tutto il Borgo a sua divozione, in maniera che, non solamente fu benignamente ed amorevolmente accettato ed introdotto in esso Borgo con facoltà di poter dimorare ivi a suo beneplacito, ma eziandio ottenne dai Cannobini gente, navi armate ed altre cose necessarie per rinnovare la guerra contro i medesimi Torriani. Il che inteso dagli amici, confederati e partigiani di Ottone, quasi tutti l’andarono a ritrovare, tra i quali furono il Marchese di Monferrato e Simone Muralto Locarnese, cognominato il Locarno, famoso Capitano dei Comaschi, ed altri principali della sua fazione e banditi Milanesi; coi quali tenendo esso Ottone quivi consiglio di quanto far dovevasi per ricuperare la patria e le cose perdute, di comune consentimento fu conchiuso di rinnovare la guerra contro i Torriani con maggiore speranza e maggiore apparato.

Onde, richiamato quivi il resto delle sparse genti dell`Arcivescovo e radunato un giusto esercito, l`incamminò per il lago verso Angera ed Arona, le quali si tenevano a nome dei Torriani; ed assaltando prima di tutto Angera, di subito la prese; e poi, traghettato il lago e diviso I`esercito in due parti, mise l`assedio al Borgo d` Arona, assediandolo per acqua e per terra. Ed avvegnaché, sopragiungendo l`esercito Torriano, Ottone fosse costretto abbandonare l`impresa e restare di nuovo vinto e abbattuto dai suoi nemici, nondimeno ne riportò poi fra poco gloriosa vittoria al Castello di Dieci, ovver Desio, non molto lungi da Milano, avendo fatto prigioni Negro della Torre [sic, per Napo: non risulta esservi alcun Negro nelle genealogie torriane consultate] e Mosca suo figliuolo con tutti quasi i principali del loro esercito, oltre gli uccisi; ed ottenne senz`altro contrasto la città di Milano, entrandovi solennemente con tutto il suo vittorioso esercito l`anno 1277 in gennaro. E tutto ciò narrano le Croniche di Milano, e particolarmente il p. Fra Stefanorolo [= Stefanardo] da Vilmercate dell`ordine dei Predicatori (il qual fiorì circa gli anni del Signore 1290 sotto l`istesso Ottone Visconte), il p. Fra Galvagno della Fiamma, parimente dell`ordine dei Predicatori, Giovanni da Monte, la Cronica intitolata Manipulus florum, il Corio, il Bosso ed il Bugato, ed oltre questi Giorgio Merula nel lib. 5 dell`Antichità dei Visconti, il Giovio nelle vite dei dodici Principi Visconti in esso Ottone, ed il Sigonio nel lib. 20 del Regno d` Italia.

Fattosi adunque Ottone Signore di Milano nel temporale e nello spirituale, e volendosi mostrare grato anco ai Cannobini per lo segnalato beneficio da essi ricevuto nel modo già narrato, donò alla Communità di Cannobio (per quanto si può congetturare), oltre gli altri favori e privilegi concessile, le insegne della Communità di Milano, cioè la croce rossa in campo bianco, alla quale poi s`aggiunsero le canne, insegna antichissima di essa Communità di Cannobio. E non solamente concesse i favori e privilegi alla Communità, ma anco ad alcuni particolari di esso Borgo, fra i quali furono i già nominati Uberto e Giovanni fratelli Del Sasso miei antecessori, da esso Ottone creati cittadini di Milano con tutti i loro discendenti in infinito, con facoltà di portare (benché con qualche diversità) l`arma ed insegna Visconte, come anche attesta il P. Morigia nel cap. 9 della sua istoria del Lago Maggiore.

A Cura di:
   [Gioacchino Civelli]

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