Cannero. - La costa di monte, che da Barbèro accenna a questa volta, rapida gira e s’incarna attorno ad uno sfogato golfo, sulla cui estrema ala a mezzodì convergente e lieta di rampinosi colli, infra boschetti d’ulivi e numerosi terrazzi di cedri e limoni, e aprichi orti fecondi di erbaggi i più dilicati, spargonsi le villate di Ponte, Cassine, Tulliano e Cannero, formanti il comune di quest’ultimo nome, in mandamento di Cannobio, con 989 ab.- Per fermo e’ direbbesi qui che la natura, quasi incresciosa del rigido manto, a cui già d’ogni intorno è costretta, e che ancor più rigido e cupo sente di avere quinci innanzi a rivestire, compiaciuta siasi di fare in questo luogo un ultimo sforzo di feracità meravigliosa. “Il seno di Cannero, scrive il Bertolotti, per la dolcezza del clima vince quel di Lenno sul Lario, e per poco cede a quello di Gargnano sul Benaco”. I suoi vigneti poi, coltivati sul sasso e su la ghiaia minerale, non invidiano i pregi de’ più squisiti; e in vini per lo appunto, come anche in cedri, legumi e ulivi, consiste la produzione di questo territorio.- Vi crescono inoltre la
stenactis annua, N. a. E.; la
pteris cretica, L.; l’
adiantum capillus Veneris, L.
La più ridente e grossa villata è quella che dà nome al comune, e poggia più rasente al lago: qui è la sede municipale, un ufficio di dogana, ed un decente albergo (
Tre Re) che dà sul porto: a questo fan cerchio alcune signorili abitazioni, ed un vecchio edifizio a porticato, che fu un tempo ospizio de’Gesuati.
Sotto la frazione di
Cassine, in prossimità del lago, sorge a quattro prospetti la
Villa d’Azeglio, di recente costrutta a disegno dello stesso autore dell’
Ettore Fieramosca, che in queste più tepide aure e non men lieto riguardo di cielo, amò riprodursi le delizie del Lario.
La parrocchia, che solo nel 1815 passò dalla diocesi di Milano a quella di Novara, serba ancora il vetusto suo rito ambrosiano. L’antica chiesa dedicata a S. Giorgio, e della quale attribuivasi la prima erezione a S. Giulio, veniva in settembre del 1829 distrutta da una straordinaria innondazione del vicin torrente
Cannero: la nuova per ampia e bella costruzione è degna di essere veduta: trovasi essa nella frazione di
Tulliano,
* dove, sul torrentello che ne bagna i confini, la mercantile industria tiene in moto due seghe per legname, ed una cartiera di G. Dominelli, eretta nel 1840 e di recente ampliata.
* intendesi Togliano, una delle due località in cui viene distinta l`odierna Cannero Riviera. Sul significato toponomastico del termine, si confronti il contributo di F. Crimi, con l`apporto di C.A. Pisoni, in ”Cannero Riviera tra lago e monti”, storia di una terra e di una parrocchia”, Verbania 2003.
Fonti bibliografiche:
L. Boniforti,
Il Lago Maggiore e Dintorni, Corografia e Guida, Torino e Milano s.d. (ma 1858), pp. 148-150.
- A Cura di:
- [Valerio Cirio]
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