STRUMENTI CULTURALI
del Magazzeno Storico Verbanese
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Giureconsulto, pretore di Cannobio di nomina borromea, ebbe a soccombere prima dell`agosto 1626, a causa di malattia contratta per "febbri maligne" che impervesavano nel borgo:
Cum in hoc burgo Cannobii vagaretur quidam morbus, et ut vulgo dicitur ‘febre malignia’, ex quo quamplurimi et fere innumerabiles personae ex omnibus familiis vexabantur et in dies cresceret ac aumentaretur huiuscemodi morbus, cum fere quotidie quatuor aut quinque eodem morbo accensi decederent, sepius tractatum fuit vocandos esse medicos forenses et eos cum d.no physico istius communitatis consulendos quae potissimum causa esset et ex quo tot personae egrotarent. Cum numerus egrotantium se extenderet usque ad centum cumque etiam egregius i.c. d.nus Andreas Maraffus istius burgi praetor et multi alii primarii isto morbo gravarentur ex quo etiam et ipse praetor decessit, iussum fuit convocari forenses medicos.
1626 ago. 11 ‑ Imperversando nel borgo di Cannobio una febbre maligna, con più di cento ammalati e quattro - cinque vittime al giorno, molte persone di rispetto ne furono colpite e fra esse il pretore Andrea Maraffi. Si diede allora corso all’idea già ventilata di chiamare a consulto assieme al fisico locale, P. Paolo Casoli, i medici di Locarno, G. Alberto Badi; e di Luino, Cesare Falvo. Costoro non salvarono da morte il Maraffi ma indicarono al fiscale e deputato alla Sanità, facente funzione di pretore, Aurelio Mantelli, nonché ai maggiorenti locali, la causa dell’epidemia nel fetore emanato dalle concerie di corami e principalmente da quella che si trovava nella contrada di Cittadella, nel cuore stesso dell’abitato, dove più dense erano le case e carente il ricambio d’aria; ciò contro la regola per cui tal genere di stabilimenti veniva confinato in una zona periferica. Il vice pretore, consultato il conte Borromeo, ordina allora che nel termine di tre giorni siano sospesa la concia in quel luogo e rimosse pelli ed attrezzature, sotto pena di cento scudi.
Fonti Bibliografiche:
P. Frigerio, P.G. Pisoni, Per un inventario delle epidemie verbanesi, Verbanus 7-1986, documento 158.
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A tutti gli amici e studiosi
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la Associazione stessa, di cui Alessandro era fondatore e anima, non è più in grado di proseguire nella
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Carlo Alessandro Pisoni (Luino, 1962 - Varese, 2021). Seguendo le orme del padre Pier Giacomo, dal 1991 al 2017 è stato conservatore, per gentile concessione dei principi Borromeo, dell'Archivio Borromeo dell'Isola Bella. Appassionato studioso e ricercatore, ha sempre voluto mettere a disposizione degli altri conoscenze e scoperte, togliendo la polvere dai fatti che riguardano Lago Maggiore e dintorni; insieme a studiosi e amici, ha riportato alla luce tradizioni, eventi e personaggi passati dal lago, condividendoli con la sua gente.