STRUMENTI CULTURALI

del Magazzeno Storico Verbanese

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Nome del Gruppo:
Ferratini
Nomi Associati:


Secoli di Fioritura:
saeculo ineunte XVI  -  saeculo exeunte XVI 
Personaggi Salienti:
Evangelista da Cannobio




Descrizione:
Famiglia FERRATINA

Se la famiglia Ferratina non avesse dato alla patria che il Padre EVANGELISTA DA CANNOBIO, come dal nome di essa era chiamato, basterebbe pur questo solo per dichiararla quanto altre mai benemerita e degna di essere raccomandata alla posterità.
Nacque Evangelista in sul principio del secolo XVI in Cannobio: giovanetto abbracciò lo stato ecclesiastico, ma compiuto appena lo studio delle leggi canoniche, nelle quali aveva dato saggi d`ingegno non comune, prese la risoluzione di vestire abito de` Cappuccini nella provincia di Milano. Di là poco dopo la professione fu mandato in quella dell`Umbria, dove sin da principio si mostrò così amico del silenzio e della ritiratezza, così dato al disprezzo di tutte le cose terrene, così zelante della povertà, dell`umiltà, dell`obbedienza, dell`austerità e d`ogni apostolica virtù, che poteva servire a tutti di un perfetto modello di evangelica perfezione. Colla santità de`costumi congiungeva poi una maravigliosa prudenza e destrezza nel trattar negozii, per forma che divolgatasi ovunque la fama del suo valore nelle provincie della sua religione, fu promosso al grado di provinciale successivamente di cinque provincie, indi per tre anni commissario generale dell`ordine e da ultimo per sei anni procuratore. Essendo poi stato eletto di preferenza tra gli altri del suo ordine per assistere al sacro Concilio di Trento l`anno 1564, manifestò tanta dottrina nello sciogliere alcune gravi difficoltà in materie teologiche e tanto zelo della santa fede, che riconosciuto il suo grande merito fu l`anno stesso col consenso di tutti gli elettori promosso al generalato.
Quanta fosse l`integrità di questo buon padre nel governare la religione, l`equità nel giudicare, la piacevolezza nel gastigare, la prudenza ne` maneggi, il consiglio nell`antivedere, e nell`isfuggire quanto conveniva, la sapienza nel provvedere, la fortezza nelle cose ardue, la temperanza in ogni azione, e lo zelo, che aveva di mantenere ed accrescere l`osservanza religiosa, lo comprova la stima che di lui ebbe grandissima il pontefice Gregorio XIII, che lo proponeva sovente a modello di un vero pastore.
Compiuto il triennio del suo generalato si ritirò nel convento di Acquasparta in una grotta cavata nel monte, ed ivi stette tutta la quaresima cibandosi di solo pane e non bevendo che poco vino. Ma quanto rigido era il digiuno, altrettanto soave era il godimento delle celesti delizie nell`esercizio continuo della contemplazione. Era solito dire, che dall`orazione dipendeva la vita spirituale e citava in prova quel detto di S. Giovanni Grisostomo, che paragonava il religioso senza orazione al pesce, che si trova fuori dell`acqua. Predisse al famoso Ochino, già generale dell`ordine, la sua deplorabile apostasia, perché aveva abbandonata l`orazione. Da cinquanta e più anni ebbe l`uso costante di trattenersi in Chiesa da un ora di notte sino all`ora di mattutino in meditazioni e contemplazioni dei divini misteri.
Osservò sempre sino all`ultima vecchiezza l`astinenza dalla carne e dai cibi più delicati. Ogni giorno faceva molte genuflessioni avanti il SS. Sacramento: non si confessava, né celebrava senza spargere molte lagrime. Fu sempre devotissimo della SS. Vergine. Convertì un uomo malvagio e dedito alle più empie superstizioni; ad un signore predisse l`ora della sua morte: ed alcuni frati che trovandosi in gran pericolo di morte si raccomandavano alle sue orazioni, furono miracolosamente da Dio soccorsi. Finalmente avendo conseguita negli ultimi anni una purità fanciullo e di angelo, morì colmo di meriti nel convento di Perugia l`anno 1595 in età di anni 84 con tanta soavità, che la morte di lui parve un sonno.
Queste notizie furono tratte dal Leggendario Francescano sotto il giorno primo di luglio. La vita di questo gran servo di Dio fu scritta dal P. Salvatore da Rivolta, e dal P. Carlo de Arenbergh nei suoi Flores Seraphici (T. 2, pag. 32 e segg.). Parlano di lui anche il nostro Del Sasso Carmino e il P. Rodolfi da Tossignano nel libro II delle Storie della Serafica religione nel capitolo, in cui tratta dei Generali dell`ordine. Due sue opere, scritte forse prima di vestir l`abito del Serafico ordine, sono ricordate dall`Argelati (op. cit. pag. 270), cioè


1. Consulta varia in lure Canonico
2. Annotationes in libros decretatium,


le quali furono stampate in Milano nel 1591.

Autore:
[Vincenzo De Vit]
A Cura di:
   [Gioacchino Civelli]

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Magazzeno Storico Verbanese

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Biografia Carlo Alessandro Pisoni

Carlo Alessandro Pisoni (Luino, 1962 - Varese, 2021). Seguendo le orme del padre Pier Giacomo, dal 1991 al 2017 è stato conservatore, per gentile concessione dei principi Borromeo, dell'Archivio Borromeo dell'Isola Bella. Appassionato studioso e ricercatore, ha sempre voluto mettere a disposizione degli altri conoscenze e scoperte, togliendo la polvere dai fatti che riguardano Lago Maggiore e dintorni; insieme a studiosi e amici, ha riportato alla luce tradizioni, eventi e personaggi passati dal lago, condividendoli con la sua gente.

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