STRUMENTI CULTURALI

del Magazzeno Storico Verbanese

La scheda che stai visualizzando è visibile GRATUITAMENTE.

Nome del Gruppo:
Borromeo
Nomi Associati:
Borromeo Arese
Borromeo di San Maurilio
Borromeo d`Adda
Secoli di Fioritura:
saeculo ineunte XIV  -  saeculo exeunte XX 
Personaggi Salienti:
Borromeo, san Carlo
Borromeo, card. Federico III
Borromeo, Vitaliano I
Borromeo, Vitaliano VI
Borromeo, Vitaliano IX
Borromeo, Giberto V
Descrizione:
ATTENZIONE:
la pubblicazione dell`Albero Genealogico è in corso di risistemazione,
le schede man mano disponibili nella nuova versione
(e con revisione del testo) sono quelle in grassetto!




ALBERO GENEALOGICO
Storico Biografico
della nobile Famiglia Borromeo



Ricopiato fedelmente sul manoscritto originale
dell’archivista Pietro Canetta
senza nulla toccare alle evidenti incongruenze
e agli errori che vi si contengono



La nobile famiglia Borromeo, non esclusa la milanese, che, come vedremo, ebbe origine sullo scorcio del secolo XIV, proviene dall`antichissima famiglia Vitaliani di Padova.

Il padre don Basilio Sereni nella sua opera pubblicata nel 1617 col titolo ”Ethicus stylobates colossi sancti cardinalis Caroli sive illustrissimae Borromeorum familiae elogium”, con uno sforzo d`immaginazione, d`induzione, di erudizione e con copiose citazioni d`autori e` riuscito a dimostrare l`antichità delle due famiglie facendone risalire all`origine a pochi anni dopo Cristo e scendendo fino al 1300 per rispetto alle ramificazioni delle famiglie stesse per arrivare al primo Borromeo milanese.

Noi che non possiamo ignorare che i cognomi non erano tanto frequenti anteriormente al 1200, che i registri di stato civile cominciarono ad esse tenuti, non regolarmente, verso la fine del secolo XVI, che non havvi abbondanza di documenti anteriori al 1000 e che perciò e` lavoro sempre arduo il dare simili dimostrazioni di prove senza fantastica, noi, che abbiamo ordinato l`archivio della nobile casa Borromeo milanese, dietro iniziativa lodevole del conte Giberto Borromeo, archivio ricco d`atti di famiglia e di documenti storici, perché rimasto sempre presso i primogeniti e perché fortunatamente, in mezzo all`abbandono in cui fu lasciato fino al 1891, andò immune da scarti inconsulti, da incendi, da manomissioni i sottrazioni anche quando nel palazzo Borromeo furono accasermate le truppe austriache, noi non ci troviamo in grado di poter escludere o accettare tutte le conclusioni e i risultamenti ai quali è venuto il lodato autore, uomo dotto e tanto illustre.

E però dobbiamo riconoscere che egli deve aver fatto studi serii e sostenere una fatica improba per poter raggiungere lo scopo che si è prefisso di tutto giustificare e comprovare. Ad onta di ciò noi seguiremo l`illustre scrittore soltanto per illustrare nel miglior modo l`origine della famiglia Borromeo arrivando così fino al primo Borromeo, che fermò il suo domicilio a Milano. Prima però di dire della famiglia Borromeo milanese, crediamo utile ed opportuno di accennare alcune nozioni storiche sulla famiglia stessa prima che sorgesse la milanese e sulla famiglia dei Vitaliani di Padova.

Cominceremo da quest`ultima famiglia anche per spiegare la comune origine delle due famiglie Vitaliani e Borromeo e i rapporti che corsero fra le stesse per portare possibilmente un po` di luce in mezzo alla confusione che si è fin qui avuta. Il lodato padre Seregni fa risalire la famiglia Vitaliani sino a Vitaliano Vitaliani re di Padova, padre di santa Giustina, e a Massimo Vitellio prefetto della detta città al tempo di Ottaviano Augusto. Secondo il Seregni Vitalianus vorrebbe quasi dire ”Vitam aliam natus. Da Vitellii, che originariamente furono chiamati, si venne più tardi a Viteliani e Vitaliani. Discendendo dal detto Vitaliano, re di Padova, il padre Seregni ci porta fino a un Giovanni Vitaliani che deve essere vissuto nel secolo VI e che abbandonò il cognome Vitaliani per assumere quello Bon Romano, tramutato poi in quello di Borromeo.

Il Giovanni Bon Romano, già Vitaliani, ebbe tre figli: Anastasio, Gaspare e Paolo. I primi due accettarono il cognome Bon Romano; il Paolo invece volle conservare il cognome Vitaliani. Da qui lo origine della famiglia Borromeo di San Miniato, dalla quale proviene poi, verso il 1300, la nostra famiglia Borromeo milanese, e la continuazione della famiglia Vitaliani per la riluttanza del Paolo Vitaliani ad assumere il cognome Bon Romano.

Dal Paolo Vitaliani, il padre Seregni ci porta giù fino ad un Gerolamo Vitaliani, padre di Giacomo di Giacomolo, che sposò Margherita Borromeo, che abbandono` Padova per trasferirsi in Svevia. Sempre in base alle asserzioni del padre Seregni, si arriva all`imperatore Federico Barbarossa di Svevia, dal quale procedono i Borromeo di San Miniato, cui appartiene Filippo Borromeo, che sposo Talda, sorella di Beatrice Tenda, e dalla quale provengono cinque figli: Alessandro, Andrea, Giovanni, Borromeo e Margherita, che è la stessa che, come abbiamo già detto, sposò il Giacomolo Vitaliani, il di cui figlio Vitaliano Vitaliani fu erede dello zio Giovanni Borromeo coll`obbligo di lasciare il cognome Vitaliani e di prendere quello dei Borromei.

Da qui ha origine la famiglia Borromeo milanese proveniente da San Miniato e della quale diamo l`albero genealogico storico biografico, limitando le nostre notizie puramente a quelle desunte dai documenti d`archivio, facilmente controllabili, e dalla preziosa raccolta dei mastri di contabilità giudiziosamente conservati dal 1400 in poi e astenendoci quindi da ogni e qualunque nostro apprezzamento e dall`aggiunta di notizie fantastiche e non attendibili. Faremo decidere sull`albero genealogico delle due famiglie Vitaliani e Borromeo a partire dai due fratelli Anastasio e Gaspare, che si fecero chiamare Buon Romano, abbandonando il cognome Vitaliani e dal Paolo che volle conservare quest`ultimo cognome. Ma mentre possiamo essere sicuri del fatto nostro per quanto si riferisce alla famiglia Borromeo milanese, non ci allontaneremo dall`opera del padre Seregni per ciò che ha tratto alle due famiglie Borromeo e Vitaliani che la precedettero, a riguardo delle quali noi abbiamo pochissimi documenti, ed anche questi di poca o nessuna importanza.

E però ci teniamo a dichiarare che noi abbiamo compilato l`albero genealogico, che presentiamo, senza punto preoccuparci di quanto fosse stato pubblicato da altri prima di noi e ciò nell`intento di non lasciarci impressionare dalle loro asserzioni e dalle notizie da loro date. D`altra parte noi, non potevamo non riconoscere che essi avevano loro disposizione il materiale che noi abbiamo consultato liberamente. E fu soltanto dopo che il nostro albero genealogico fu compilato che abbiamo voluto fermare la nostra speciale attenzione sulle opere del de Vit che tanto si occupò della nobile famiglia.

Dal raffronto fra le notizie date da lui e le nostre, abbiamo riscontrato diverse inesattezze che devono essere state ripetute anche da altri autori quali il Calvi, il Litta, il Ripamonti ed altri.

Come in tutte le famiglie, anche nella famiglia Borromeo milanese si sono ripetuti alcuni nomi di battesimo siccome i più preferiti e perché ritenuti meritevoli d`essere perpetuati. Così il nome Giovanni fu ripetuto sette volte, non tenuto conto di Giovanni Carlo, Andrea, Battista ecc.; e gli individui chi lo portarono fecero onore alla famiglia ed alcuni di loro si distinsero nei servizii i militari e civili. Vengono poi le Giustine, che furono undici e delle quali due fortunate perché i loro figli raccolsero le sostanze di due Borromeo.

Questo nome, che fu tante volte ripetuto per fare onore a santa Giustina Vitaliani, è buon augurio essendo che otto Giustine Borromeo fecero una buona riuscita e contrassero matrimoni con famiglia patrizie di alta qualità e considerazione, e cioè colle famiglie Visconti, Stanga, Manriquez, Dalvito, Stampa, Rospigliosi, Bonani, principe Barberini, Verri. L`ultima Giustina, figlia del vivente conte Guido, ha appena raggiunto i sette anni. Facciamo voti che sia conservata ai genitori e possa essere fortunata come le altre Giustine e anche ad onta che i tempi siano mutati.

I Giberto, altro nome molto accreditato e molto simpatico, sono sette, non tenuto conto dell`ottavo tuttora vivo, e tutti si giustificarono col loro sapere, colla loro attività e colla serietà dei propositi, di appartenere a quel nome ed all`insigne casato. Fra i Giberto sonvi due cardinali di valore molto distinti e tanto simpatici, dei quali uno tanto benemerito per la parte morale e materiale che ebbe nei miglioramenti edilizii dell`isola Bella.

Altro nome, ripetuto dieci volte, è quello di Vitaliano, nome non nuovo alla famiglia Borromeo e Vitaliani, perché lo si ritrova anche antecedentemente e fino a salire a Vitaliano Vitaliani re di Padova. Il primo Vitaliano Borromeo, già Vitaliani, figlio della Margherita Borromeo e di Giacomo Vitaliani, coperse cariche importanti e rese segnalati servigi al suo paese. Ma fra tutti emerge, come un colosso, il conte Vitaliano, figlio del conte Carlo e d’Isabella D’Adda, uomo eccezionale, laboriosissimo, intelligentissimo, intraprendente, autore di lavori sull’arte militare inediti e molto apprezzati. Arrivò al grado di generale d’artiglieria, spese la vita (1620-1690) in servizio del paese, disimpegnando cariche importantissime senza il bisogno di alcun sussidio personale, ché egli, tempra forte, seppe sempre da solo dar corso alla corrispondenza molto copiosa e sempre d’impegno, ché egli era in rapporti d’amicizia intrinseca col poeta Carlo Maria Maggi, e col pittore Tempesta e per rapporti d’ufficio con persone ragguardevoli, con regnanti, artisti, letterati e funzionarii superiori. E in mezzo a tante e svariate occupazioni e preoccupazioni, nel disimpegno di tutti gl’incarichi ardui e fin disgustosi e dei mandati di fiducia che gli venivano deferiti, e nel servizio militare, dove raggiunse I gradi maggiori e del quale dovette preoccuparsi seriamente fino a detrimento della sua salute. Egli, amante delle arti gentili e del bello, non seppe resistere alla tentazione di rendere deliziosa, come ora è, l’Isola Bella. Fu lui che, col concorso del fratello cardinale Giberto, fece eseguire i lavori di fabbrica e che li diresse. Fu lui che ammobigliò gli appartamenti e che con un gusto fine seppe rendere l’Isola Bella splendida e tanto ammirata, sempre visitata con piacere ed encomiata. Fu buona ventura che egli e il fratello cardinale non avessero impegni di famiglia, e potessero quindi disporre di mezzi larghi quali occorrevano per assecondare le loro artistiche aspirazioni. Se il nostro Vitaliano emerge tra i Vitaliano, non è però detto che gli altri non abbiano aggiunto lustro alla famiglia: che uno fu cardinale, un altro militare distinto e un terzo, compromesso nei rivolgimenti politici dal 1848 al 1849, molto istrutto e come tale riconosciuto ed apprezzato. L’ultimo Vitaliano, figlio del vivente conte Giberto, ha ora raggiunto gli otto anni e noi ci auguriamo che egli, anche in questi tempi molto difficili e burrascosi, non sia dissimile dai suoi omonimi, sappia tener alto l’onore della famiglia e far tesoro degli esempi che non gli possono mancare da parte dei genitori, cui sta a cuore la buona riuscita dei figli.

Le Isabelle sono otto delle quali due monache ed una di queste sorella di san Carlo; quattro contrassero matrimonii distinti, ma morirono giovani, come morì giovane la settima, stata sfortunata nella scelta del marito. L’ultima morì nubile a 11 anni.

Sei furono i Carlo, ed otto i Federico. Il primo Carlo, che visse dal 1500 al 1537 circa, è figlio del conte Lodovico Borromeo che fece costruire i castelli di Cannero detti Vitaliana. Non abbiamo trovata l’origine di questo nome, il quale fu ripetuto sei volte ed ha incontrato tanto favore. Il nome non è però nuovo nei Vitaliani, ché un Carlo Vitaliano lo si riscontra nell’albero genealogico degli stessi. Fra i Carlo abbiamo un vescovo, che è il primo, il cardinale san Carlo, due frati, un vicerè di Napoli molto distinto e che dimostrò tanta intelligenza e tanta operosità nel disimpegno di incarichi scabrosissimi, ed altri due che fecero una riuscita buona. Fra i Federico, il cui nome proviene dall’imperatore Federico Barbarossa, emerge maestoso il cardinale Federico arcivescovo di Milano, figura simpatica e tanto cara, ed al quale noi professiamo una speciale venerazione. Lo segue un altro cardinale Federico ed un frate. Due non furono felici nella scelta della moglie, anche perché non troppo equilibrati e fors’anco un po’ deficienti di coltura; due militari distinti, dei quali uno fratello di san Carlo.

Dalla lettera 2 marzo 1469 del conte Giovanni Borromeo di Padova rileviamo che il primo Borromeo che venne ad abitare a Milano da Padova e proveniente dai Borromeo di San Miniato, fu Borromeo, figlio di Filippo e di Talda, sorella di Beatrice Tenda, “uomo molto pecunioso (sic) e di grande autorità presso sua Signoria (il duca)”, come si espresse il detto conte Giovanni Borromeo. Il Borromeo Borromeo sposò una dama milanese che il De Vit nel vol. II delle sue opere identifica in Maddalena Maviglia, ma che noi non possiamo confermare. È fratello della Margherita Borromeo che sposò il Giacomo, il di cui figlio Vitaliano assunse il cognome Borromeo.

La famiglia Borromeo milanese conta otto fra cardinali, arcivescovi e vescovi, parecchi uomini illustri per servizii distinti prestati al paese sia negli impegni civili, sia dei servizi militari, quindici fra monache e frati.

In seguito ai matrimoni verificati la famiglia Borromeo milanese contrasse parentela colle migliori e più cospicue famiglie patrizie non soltanto d’Italia, ma di Europa. Prima di enumerarle, ci piace di far constatare, e questa è una nostra compiacenza, che nessuno della famiglia Borromeo milanese fece matrimonio che non fosse rispondente alle esigenze ed al decoro della famiglia stessa. E l’unico Borromeo, al quale uno scrittore di novellette[1] diede per moglie la figlia di un fornajo, sposò invece la figlia di un distinto militare, capitano generale tanto considerato e ben voluto dal duca Galeazzo Maria Sforza. Ora eccoci alla enumerazione delle famiglie che strinsero parentela coi Borromeo: Adorna, Ajroldi, Altemps, Altieri, Anguissola, Appiani, Arborio Mella, Arcimboldi, Archinti, Arconati, Arese, Bagatti Valsecchi, Barbiano di Belgiojoso, Barberini, Bazzero, Beccaria, ^Besana^*, Bolognini, Bonani, Boncompagni, Caccia, Carpi, Castaldo, Castiglioni, Cavazzo della Somaglia, Cesi, Colonna, Correggio, Crivelli, Cusani, D’Adda, Dal Verme, D’Alvito, Del Carretto, Della Rovere, Durini, Fagnani, Farnese di Parma, Ferrerio, Frigerio, Friz di Brandeburgo, Gesualdo, Gonzaga, Greppi, Grillo, Jacini, Landriani, Lanti, Leonardi, Litta, Lucini, Mandelli, Manriquez, Mapelli, Medici di Seregno, Medici di Firenze, Medici di Melegnano, Meli Lupi di Soragna, Odescalchi, Ortiz, Padulli, Pallavicino, Paolucci, Pepoli, Porro Carcano, Pusterla, Rasini, Rospigliosi, Rossi di San Secondo, Rusca, Saluzzo, Sanseverino, Savoja, Schinchinelli, Sforza, Stampa, Stanga, ^Taverna^*, Tolentini, Tornielli, Triulzio, Valperga, Verri, Visconti, Vistarini, Vitaliani, Zerbino.

Prima di chiudere daremo qualche informazione sullo stemma, il quale, come è noto, è costituito dalle onde marine, dall’humilitas, dalle trecce o capelli biondi, dai tre anelli, dal freno, da tre fasce rosse e tre verdi attraversate da una bianca, dal cammello, dal cavallo marino.

Le onde marine, antichissime nello stemma Vitaliani e già adottate dai Borromeo in Svevia, furono rese comuni alle due famiglie (1400 circa) dal Borromeo Borromeo fratello della Margherita Borromeo che sposò il Giacomino Vitaliano e il di cui figlio Vitaliano si fece poi chiamare Borromeo, come abbiamo più sopra accennato.

Il cavallo marino fu aggiunto allo stemma nel 1445, allorché il feudo di Arona fu eretto in contea, a favore del conte Vitaliano Borromeo già Vitaliani e suoi discendenti. L’aggiunta venne così prescritta dal duca concedente: «Arma hoc in mandato et margine medio depicto videlicet unicorneum unum album in campo rubeo positum erectum , cum fasciolo ad collum et corona circa collum. Insigne nostrum viperae in campo albo rotundo circumquaque radiato suspicientem».

Il freno fu introdotto dal conte Giovanni Borromeo di Filippo, che visse dal 1439 al 1495, così essendo dichiarato anche dal Corio.

In una memoria d’archivio leggesi: «Per il morso fu che un tale conte dei Vitaliani Vitagliano era nel castello di Cannero, dominò molti svizzeri che volevano invadere lo stato di Milano». Altri dicono che l’origine dello stemma col morso fu che una volta un Borromeo e un Confalonieri erano al morso della chinea della Regina Infante quando fece l’entrata in Milano. Siccome poi fu l’accennato Giovanni Borromeo che domò gli svizzeri, così riteniamo attendibile la prima versione.

L’Humilitas sarebbe stata antichissima, ché la si vorrebbe far risalire fino a Federico Barbarossa, figlio di Federico Vitaliani, duca di Svevia, poi imperatore, il quale portò l’armi contro le città d’Italia e fu quello che umiliato si prostrò ai piedi del pontefice Alessandro III. Questo atto di umiliazione fu ricordato in una moneta nel cui rovescio eravi la sua effigie e sul diritto la parola “Humilitas”.

Qualcuno vorrebbe attribuirla a san Carlo, ma ciò non è, ché la troviamo impressa nel diploma 27 aprile 1445 col quale il duca Filippo Maria Visconti fece mandato nel governatore Francesco Piccinino per il conferimento della contea d’Arona a favore del conte Vitaliano Borromeo. È quindi anteriore alla nascita di san Carlo. Altri ritennero che l’Humilitas provenisse dal feudo di Bra e Cherasco donato dal duca al conte Vitaliano nel 1442. Noi che abbiamo consultati i relativi documenti non possiamo confermare tale fatto, ché il diploma di conferimento del feudo tace a tale riguardo.

Il cammello prostrato che tien sul dorso una corona ed un cimiero di piume lo si attribuisce al Vitaliani Giacomo che sposò la Margherita Borromeo e che tutto consumò. Un manoscritto d’archivio così ci conferma: «Il cammello in un cesto, fu un conte de’ Vitaliani, che stava in Padova e consumò tutte le sue entrate e in quel tempo era in Milano un suo zio ricco e poderoso (conte Giovanni Borromeo). Pensò il conte de’ Vitaliani a vendere tutto il poco rimanente e radunò molti muli, con gualdrappa e sopra dipinte e risolvè venire a Milano; sebene il zio aveva ricusato alle sue richieste, e giunto in Milano all’hora di pranzo, le camarieri vedendo tanti muli e strepito corsero alle finestre e videro sì bella mostra del convoglio e subito rapresentarono al sig. conte Borromeo che vi era un grande convoglio, con un grande signore, che diè l’ordine d’andarlo ad accettare, e farlo entrare, e gionto si gietò a’ piedi il suddetto sig. conte dei Vitaliani al sig. conte Borromeo, e cominciò a supplicare e piangere e alzato fu interogato cosa significavano quelle coperte dipinte, esso rispose prontamente che il Camelo ristretto in quel cesto significava la povertà del conte nipote. Piacque l’espressione e fu accettato e ben mantenuto».

Altra memoria, pure in archivio, ci dice: «Giovanni Vitaliani fu il primo che fu nominato Borromeo e fu quello che alzò quest’impresa, volendo alludere ch’egli giacea, come quell’animale, pronto alla servitù, ed all’obbedienza che doveva al zio re di Padova, sperando di essere dalla sua pietà sollevato alla corona ed agli onori che gli doveva. Conseguì il fine dei suoi voti e nell’armi dei posteri restò quell’impresa coll’altre dei loro maggiori».

In un altro manoscritto leggesi: «Il cammello con la corona sopra il dorso, penacchiera e cimiero antico di casa Borromeo usato particolarmente dal c. Vitaliano vecchio, e tale si vede dipinto nella casa sua a S. Maria Podone, nella rocca d’Arona, nella torre del Castello, ma ancora in altri castelli fabbricati da lui, e si è introdotto solo dal conte Lodovico secondo in qua il dipingere quest’arma». Questo Lodovico è il fondatore dei Castelli di Cannero detti Vitaliana».

I tre anelli vuolsi che rappresentino le tre case Sforza, Visconti e Borromeo, che, disunite, si ricongiunsero mercè matrimoni, con che pare si sia voluto giustificare il motto: “unione inseparabile”. All’incontro in un manoscritto esistente in Archivio leggesi: «Le tre anella gli furono donate da Filippo Maria Sforza Visconti duchi di Milano in premio dei continui ossequii, costante fede, singolare amore ed indefesse fatiche sostenute dai Borromeo per difesa delle signorie e stati loro».

In un altro manoscritto del prete Domenico Zonca, del 1750, a riguardo dei tre anelli è detto: «Tres aurei annuli quos huius familie insignibus Franciscus I dux Sfortia iunxit, immortale eiusdem principis amoris in Borromaeos pignus, eorumque fidelitatem et constantiam exprimunt».

Le trecce. In una memoria manoscritta è detto: «Vi sono anche alcune chiome di biondi capegli volanti, mostrando così che santa Justina martire (Vitaliani) col proprio sangue nobilitò il casato Borromeo».

Un’altra memoria dà questa versione: «Li duoi serpi, che molti credano, sono due trezze de’ capelli di santa Giustina quando ricevette il martirio».

Il prete Zonca, nel suo manoscritto riguardante la famiglia Borromeo, all’anno 1750, scrisse: «Comae ad celebrandum S. Justinae triumphi memoriam et tres fasciae virides, rubeae, albaeque transversae ad Sveviae familiam Bon Romanam olim Vitalianam pro insignibus assumpta fuere. Stemma posterius Sveviae ducum erat, quo ab Henrico IV imp. Federicus Bonromanus eius gener donabatur. Melchior Goldastus scriptor veridicus rerum Sveviae id refert».

Dello stesso parere è il padre Seregni nella sua opera “Elogium illustrissimae familiae Borromaeorum”.

Nel presentare questo nostro lavoro, al quale ci siamo dedicati con amore e confortati dalla soddisfazione di aver potuto occuparci di una famiglia sì illustre e sì benemerita, saremo lieti se avremo raggiunto lo scopo che ci eravamo prefisso di rendere un tributo di stima e di devozione all’illustre famiglia stessa, ed in ispecial modo all’ill.mo signor conte Giberto Borromeo, che ci fu largo della sua benevolenza e della sua fiducia e che ci lasciò tutto il tempo necessario perché il lavoro avesse a riuscire possibilmente rispondente alla sua importanza.





Milano, 23 febbraio 1903.

Pietro Canetta archivista









ALBERO GENEALOGICO
Storico Biografico
della nobile Famiglia Borromeo




1 Borromeo Filippo
2 Vitaliani Pietro
3 Vitaliani Gerolamo
5 Borromeo Andrea
6 Borromeo Borromeo
7 Borromeo Giovanni
8 Borromeo Margherita
9 Borromeo Venturino
10 Borromeo Galeazzo, Antonio e Giov.
11 Vitaliani Giacomo
12 Borromeo Vitaliano già Vitaliani
13 Borromeo Talda
14 Borromeo Onesta
15 Borromeo Margherita
16 Borromeo Corona
17 Borromeo Giovanni Andrea
18 Borromeo Filippo
19 Borromeo Venturino
20 Borromeo Guido
21 Borromeo Giacomo
22 Borromeo Fortezza
23 Della Somaglia Corona
24 Borromeo Alessandro
25 Borromeo Battista
26 Borromeo Barbara
27 Borromeo Camillo
28 Borromeo Alessandro
29 Borromeo Bianca
30 Borromeo Ambrosina
31 Borromeo Giovanni (III)
32 Borromeo Giustina
33 Borromeo Vitaliano (II)
34 Borromeo Guido
35 Borromeo Giustina
36 Borromeo Bianca Maria
37 Borromeo Franceschina
38 Borromeo Lancellotto
39 Borromeo Galeazzo
40 Borromeo Isabella
41 Borromeo Giberto (I)
42 Borromeo Ippolita
43 Borromeo Filippo (II)
44 Borromeo Lodovico
45 Borromeo Lucrezia
46 Borromeo Francesco
47 Borromeo Giovanni Giacomo
48 Borromeo Giustina
49 Borromeo Isabella
50 Borromeo Carlo (I)
51 Borromeo Vitaliano
52 Borromeo Bianca
53 Borromeo Laura
54 Borromeo Camillo
55 Borromeo Luigi
55bis Borromeo Vitaliano
56 Borromeo Giberto o Bongiberto
57 Borromeo Giovanna
58 Trivulzio Lucia
59 Trivulzio Margherita
60 Visconti Anna
61 Borromeo Maddalena
62 Borromeo Barbara
63 Borromeo Ippolita
64 Borromeo Giovanni
65 Borromeo Giulio Cesare
66 Borromeo Filippo Dionigi
67 Borromeo Costanza
68 Borromeo Prospero
69 Borromeo Lodovica Bianca Bernardina
70 Borromeo Margherita
71 Borromeo Giovanna
72 Borromeo Camilla
73 Borromeo Paola
74 Borromeo Federico
75 Borromeo Anna
76 Castaldi (Castalda) Livia
77 Borromeo Luigi
78 Borromeo Cornelia
79 Borromeo Giustina
80 Borromeo Giovanni Battista
81 Borromeo Barbara
82 Borromeo Ippolita
83 Borromeo Corona
84 Borromea Maddalena
85 Borromeo Eleonora
86 Borromeo Francesco II
87 Borromeo Giberto II
88 Borromeo Giulio Cesare (II)
89 Borromeo Francesco (III)
90 Ferreri Dorotea
91 Borromeo Federico (II)
92 Borromeo san Carlo (II)
93 Borromeo Vitaliano (III)
94 Borromeo Gerolama
95 Borromeo Camilla
96 Borromeo Anna
97 Borromeo Ortensia
98 Borromeo Isabella
99 Borromeo Giovanni (V)
100 Borromeo card. Federico (III)
101 Borromeo Laura
102 Borromeo Renato I
103 Borromeo Isabella (V)
104 Borromeo Isabella (VI)
105 Borromeo Maria
106 Borromeo Carlo III
107 Borromeo Giovanni (VI)
108 Borromeo Giulio Cesare.(III)
109 Borromeo Margherita
110 Borromeo Giustina
111 Borromeo Giulio Cesare
112 Borromeo Caterina Lucia
113 Gallio Marco
114 Borromeo Giberto (III card.)
115 Borromeo Renato (II)
116 Borromeo Vitaliano (VI)
117 Borromeo Ersilia
118 Borromeo Federico (V)
119 Borromeo Massimo
120 Borromeo Giovanni (VII)
121 Borromeo Carlo Maria
122 Borromeo Antonio Renato
123 Borromeo Giustino
124 Borromeo Paolo Emilio
125 Borromeo Andrea
126 Borromeo Anna Maria
127 Borromeo Federico (IV)
128 Borromeo Margherita
129 Borromeo Cornelia
130 Borromeo Gerolama Maria
131 Borromeo Margherita
132 Borromeo Anna Teresa
133 Borromeo card. Giberto (IV)
134 Borromeo Giulio Federico Giuseppe
135 Borromeo Carlo (IV)
136 Borromeo Arese, Beatrice
137 Borromeo Arese, Giustina
138 Borromeo Arese, Isabella
139 Borromeo Arese, Lucrezia Maria
140 Borromeo Arese, Lucrezia
141 Borromeo Arese, Federico (VI)
142 Borromeo Arese, Giustina
143 Borromeo Arese, Isabella
144 Borromeo Arese, Margherita (Margarita)
145 Borromeo Arese, Giovanni Benedetto
145bis Grillo Clelia
146 Borromeo Maria Maddalena
147 Borromeo Anna
147bis Borromeo N.
148 Borromeo Teresa
149 Borromeo Giustina
150 Borromeo Giulia
151 Borromeo Maria
152 Borromeo Renato (III)
153 Borromeo Antonio
154 Borromeo Francesco
155 Borromeo Vitaliano (IV) card.
156 Borromeo Giuseppe
157 Borromeo Giovanni Carlo
158 Borromeo Teresa
159 Borromeo Antonio
160 Borromeo Maria Anna
161 Borromeo Carlo Giberto Vitaliano Ferdinando
162 Borromeo Giovanna
163 Borromeo Giustina Maria Barbara Teresa
164 Borromeo Maria Maddalena
165 Borromeo Carlo Massimo Giberto
166 Borromeo Maria Clelia
167 Borromeo Maria
168 Borromeo Giberto (V)
169 Borromeo Irene Maria
170 Borromeo Maria Margherita
171 Borromeo Vitaliano
172 Borromeo Elisa
173 Borromeo Leopolda
174 Borromeo Antonio
175 Borromeo Carlo
176 Borromeo Matilde
177 Borromeo Enrico
178 Borromeo Carolina
179 Borromeo Federico (VII)
180 Meli Lupi (Melilupi) di Soragna Casimiro
181 Meli Lupi (Melilupi) di Soragna Domizio
182 Meli Lupi (Melilupi) di Soragna Irmina
183 Meli Lupi (Melilupi) di Soragna Paolina
184 Paulucci (o Paolucci) Carolina
185 Paulucci (o Paolucci) Luigi
186 Paulucci (o Paolucci) Maria Teresa
187 Borromeo Febo II (sic)
188 Borromeo Maria (V)
189 Borromeo Febo
190 Borromeo Costanza
191 Borromeo Gian Carlo
192 Borromeo Carolina
193 Borromeo Marianna
194 Borromeo Carolina
195 Borromeo Renato Federico
196 Borromeo Vitaliano
197 Borromeo Federico (VIII)
198 Borromeo Maria Claudia
199 Borromeo Giulio Cesare (Cesare Giulio)
200 Borromeo Giustina
201 Borromeo Giberto (VI)
202 Borromeo Ersilia
203 Borromeo Guido
204 Borromeo Emilio
205 Borromeo Giustina
206 Borromeo Ersilia
207 Borromeo Emanuele
208 Borromeo Adele
209 Borromeo Edoardo
210 Borromeo Camilla
211 Borromeo Elisabetta
212 Borromeo Livia
213 Borromeo Maria
214 Borromeo Cristina
215 Borromeo Giberto (VII)
216 Borromeo Isabella
217 Borromeo Guido
217bis Borromeo Carolina
217ter Borromeo Renato
218 Borromeo Elisabetta
219 Borromeo Laura
220 Borromeo Maria Luigia ecc. (sic)
221 Borromeo Carla
222 Borromeo Margherita
223 Borromeo Vitaliano (X)
224 Borromeo Giovanni Benedetto
225 Borromeo Federico (VIII)
226 Borromeo Vittorio Emanuele
227 Borromeo Laura Emilia

Autore:
[Pietro Canetta]
A Cura di:
   [Carlo Alessandro Pisoni]

La scheda che stai visualizzando è visibile GRATUITAMENTE.

Magazzeno Storico Verbanese

A tutti gli amici e studiosi che nel tempo avete condiviso o vi siete interessati alle attività della Associazione Magazzeno Storico Verbanese, dobbiamo purtroppo comunicare che in seguito alla prematura scomparsa di Alessandro Pisoni, la Associazione stessa, di cui Alessandro era fondatore e anima, non è più in grado di proseguire nella sua missione e pertanto termina la sua attività.

Leggi di più

 

Biografia Carlo Alessandro Pisoni

Carlo Alessandro Pisoni (Luino, 1962 - Varese, 2021). Seguendo le orme del padre Pier Giacomo, dal 1991 al 2017 è stato conservatore, per gentile concessione dei principi Borromeo, dell'Archivio Borromeo dell'Isola Bella. Appassionato studioso e ricercatore, ha sempre voluto mettere a disposizione degli altri conoscenze e scoperte, togliendo la polvere dai fatti che riguardano Lago Maggiore e dintorni; insieme a studiosi e amici, ha riportato alla luce tradizioni, eventi e personaggi passati dal lago, condividendoli con la sua gente.

Leggi la biografia

 

Ra Fiùmm - Associazione Culturale Carlo Alessandro Pisoni

Vai alla pagina facebook Ra Fiùmm