Famiglia Vitaliana da Padova illustre ed antica. Giacomo Vitaliano si maritò con Margarita Borromea, f. di Borromeo e sorella di Giovanni, di cui fu erede l’anno 1438. Vitaliano Borromeo suo figlio fu tesoriere generale del duca Filippo Maria Visconti 1423. Vedi nell’Officio de’ Panigaroli al lib. C fol.. 13 t.o, fu investito del feudo e della Rocca e borgo d’Arona con sua giurisdizione li 14 Xbre 1439 dal sodetto Duca. Ne’ capitoli della pace seguita il 1 settembre 1441 fra li veneziani, genovesi, fiorentini ed il Ducario è il capitolo seguente.
Item arbitramur uts. quod prefatus ill. d. dux et mag.ca communitas Ianuae, cum effectum tenuatur providere quod spect. Viro Vitaliano de Borromeis de Mediolano, aut Filippo eius filio, sine alterius ipsorum procuratori restituatur omnia ipsorum bona ipsis oblata, sive abrepta de ipsorum navi, pro qua navi habebant salvumconductum, videlicet de illis de quibus sive de ipsorum estimatione fuit descriptus creditor in dicta civitate Januae aut quod saltem sibi reddatur dictorum bonorum communis estimatio, si sic est, quod dicta navis habuisset supradictum salvumconductum. Vide in Registro Castri Porte Jovis in lib. F.F. fol. 322.
Fu parimenti investito Vitaliano del feudo di Lesa col Vergante, e del borgo di Canobio con sua Valle li 9 febraro 1442, creato conte d’Arona li 26 maggio 1446, investito del feudo di Vogogna e Margozzo con sua giurisdizione il 1 novembre 1446. Il co. Filippo fu d’indi investito della valle di Veggiezzo e di Omegna, Laveno, ed altre terre nella pieve di Brebbia, e Lezuno [= Leggiuno], dal duca Francesco Sforza I li 5 maggio 1450. Parimenti del borgo d-Intra e sua valle, con altre terre sul lago Maggiore li 10 Xbre 1466 dal duca Galeazzo Maria Sforza, tutti confirmati dall’imperatore Carlo V il 1 nov.bre 1536. Possiede ancora il feudo di Cesano, ed altre terre nella pieve di Seveso, come successa al co. Presidente Bartolomeo Arese, ed il borgo, e rocca d’Angera con sua pieve per nuova concessione del Re Carlo 2° li 30 agosto 1690. Ha avuto questa casa quatro cardinali tra’ quali il glorioso san Carlo, e due arcivescovi di Milano. Il conte Carlo è cavaliere del Toson d’oro, grande di Spagna, consigliere di Stato dell’Imperatore, e suo comissario plenipotenziario in Italia; è stato vicere di Napoli quasi tre anni, cioè dalli 15 ottobre 1710 sino alli 26 maggio 1713. Il co. Giberto patriarca di Antiochia, vescovo di Novara, e maestro di camera di papa Clemente XI, 1716 ^creato cardinale 1717^. Vedi di questa famiglia Morigia, Hist. Lib. 4, cap., Basilio Seregno della fam. Borromea, Crescenzio fol. 132, Imoff. nelle famiglie d’Italia. Il conte Carlo è parimenti feudatario imperiale e conte di Macagno per cessione fattagli da’ conte Mandelli 1717.
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Biografia Carlo Alessandro Pisoni
Carlo Alessandro Pisoni (Luino, 1962 - Varese, 2021). Seguendo le orme del padre Pier Giacomo,
dal 1991 al 2017 è stato conservatore, per gentile concessione dei principi Borromeo, dell'Archivio
Borromeo dell'Isola Bella. Appassionato studioso e ricercatore, ha sempre voluto mettere a
disposizione degli altri conoscenze e scoperte, togliendo la polvere dai fatti che riguardano Lago
Maggiore e dintorni; insieme a studiosi e amici, ha riportato alla luce tradizioni, eventi e personaggi
passati dal lago, condividendoli con la sua gente.
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