Papòss, nell`equivalente singolare, corrisponde all`italiano pappuccia, di precoce attestazione secentesca in lingua (risulta già in un`opera del Redi), spesso declinato in diverse varianti formali quali pappuzza, papuccia, papuscia, papussa, papuzza, dalle quali traspaiono evidenti le inflessioni che la voce ha raccolto durante la sua vasta circolazione dialettale.
L`origine va ricercata nel persiano papu}, arabo babu}, da pa ‘piede’ e pu}, tema verbale di pu“idän ‘coprire’; quindi, alla lettera, “copripiede”.
Il senso originale era quello di ‘pianella alla turca’, poi acquisisce quello più generico di ‘pantofola’ e, soprattutto nelle riprese dialettali e col favore della sua indubbia allusività fonosimbolica, quello di ‘scarpa grossa, rozza, scarpone’ (significato veicolato anche dalla famose canzone polka «Pepè e Papoos», «scarpine e scarponi», composta da Rastelli e Somalvico nel 1938 e cantata in milanese da Sergio Lulli, più tardi ripresa da Nanni Svampa).
Più recente, ma di identica origine e giunto a noi per il tramite della mediazione francese, è poi babbuccia (cfr fr. babouche, che continua anche nello spagnolo babucha ‘pantofola turca’).
A dire il vero un accenno a questa parola lo si trova anche nel buon vecchio Cécch (come qualche nostro antico cultore dialettale chiamava il Cherubini); a pagina 260 del 3 volume ecco infatti il lemma, invero alquanto italianizzato:
Papóccia. Babbuccia (*tosc.). Specie di pianella alla turca – Oggidì intendesi anche per ogni specie di pianella.
- Note dialettologiche e bibliografiche:
- La variante luinese viene dai ricordi d`infanzia di uno dei redattori del MSV; un prozio materno lo sollecitava spesso, traslitterando dal dialetto all`italiano, a infilarsi le papuzze.
- Autore:
- [Michele Moretti]
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Biografia Carlo Alessandro Pisoni
Carlo Alessandro Pisoni (Luino, 1962 - Varese, 2021). Seguendo le orme del padre Pier Giacomo,
dal 1991 al 2017 è stato conservatore, per gentile concessione dei principi Borromeo, dell'Archivio
Borromeo dell'Isola Bella. Appassionato studioso e ricercatore, ha sempre voluto mettere a
disposizione degli altri conoscenze e scoperte, togliendo la polvere dai fatti che riguardano Lago
Maggiore e dintorni; insieme a studiosi e amici, ha riportato alla luce tradizioni, eventi e personaggi
passati dal lago, condividendoli con la sua gente.
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