IL PIGIONANTE MAESTRO ARTURO. TOSCANINI all`ISOLINO.
Il Magazzeno Storico Verbanese
annuncia, nell`ambito delle manifestazioni per i 50 anni dalla morte di Arturo Toscanini,
la cura della mostra, nelle sale di Villa Giulia di Pallanza, dal titolo
IL PIGIONANTE MAESTRO ARTURO.
TOSCANINI all`ISOLINO.
Un breve
excursus sul filo conduttore della mostra.
La mostra si apre con una rapida scorsa sui pigionanti e gli affittuari dell’Isolino San Giovanni, che pure è universalmente noto come residenza di vacanze di Arturo Toscanini. Tra i precursori, però, vi sono il conte Paul Wolff Metternich, Vittoria Caetani di Sermoneta principessa di Teano, Gian Della Quercia, ovvero Edward Capel Cure…
Dopo il 1930 si ebbero difficoltà di affitto… i tentativi di “piazzare“ internazionalmente l’affitto dell’Isolino davano scarsi risultati, quando, finalmente, nel 1932, forse per la posizione, forse per l’opportuno battage stampa, finalmente arrivavano i Toscanini.
Nel frattempo (1930), Walter Toscanini, proprietario dell’Antiquariato Toscanini in Galleria De Cristoforis a Milano, aveva preso alcuni contatti per ottenere, per conto dell’editore americano, la commercializzazione del volume di Ugo Ara “The Borromean Islands Romance” presso la biglietteria dell’Isola Bella… l’impresa editoriale, in inglese, dovette avere successo; nel 1932 veniva infatti varata l’impresa della traduzione francese del ”Le roman des Iles Borromées”.
E finalmente arriva il “pigionante maestro Arturo”…
Il contratto di affitto venne definito in forma ufficiale tra «l’ill.mo maestro Arturo Toscanini» e il principe Giberto VII Borromeo Arese il 4 dicembre 1932, ma con decorrenza dal 1 giugno 1932. Esso venne poi rinnovato ancora nel 1933 per il triennio 1933-1936. La proprietà necessitava però di un “tocco personalizzante”… Ed esso arrivò da parte di Carla Toscanini, che – molto più del marito – si prodigò per rendere l’Isolino un luogo invidiabile per arredi, un soggiorno di delizie, un paradiso di fiori e piante.
Venivano trasportati all’Isolino anche alcuni mobili (armadi e altro) già dell’Albergo Delfino (erano mobili di risulta dall’ennesimo fallimento dello sfortunato storico hôtel).
Più prosasticamente, altri lavori e altri interventi urgenti venivano commissionati a ditte locali. Diverte pensare il maestro Toscanini, appollaiato… invece che sul podio… sulla tazza del cesso fornita dalla Ditta Zaretti di Pallanza! Infatti, varie fatture vennero emesse tra 1933 e 1936 per lavori di Idraulica e luce all’Isolino intestati al “sig. Maestro Toscanini”, lavori effettuati dalla ditta Giuseppe Zaretti di Pallanza.
La conduzione Toscanini prevedeva anche interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nel parco dell’Isolino San Giovanni. Eppure, si sfida chiunque a pensare il maestro armato di qualsiasi altro strumento, che non fosse la bacchetta… E infatti Toscanini si guardò bene dal farsi coinvolgere a vangare, o solo potare fiori o pianticelle; chi sfoderò invece una stoffa di appassionata cultrice e amante dei giardini fu Carla Toscanini. La quale, nel breve volgere di un anno (1933) fece chiaramente capire cosa si attendeva da giardinieri e Amministrazione Borromeo: giardinieri competenti, lavori precisamente condotti, alto rendimento del personale e nelle attività eseguite.
Ne venne una villa di campagna dove facile e dolce era il relax del maestro e degli amici
Già dall’estate del ’32, la famiglia Toscanini riceve ospiti nella propria delizia isolana. L’eco di queste visite si propaga sulle riviste e sui giornali di mezza Europa… di cui resta traccia esposta in mostra.
Ma sarebbero arrivati i tempi cupi del Toscanini, direttore e uomo boicottato dal fascismo
Con il 1938, Toscanini entra in rotta di collisione con il regime, e viene da quello violentemente attaccato sui giornali. La stagione felice delle villeggiature verbanesi volge al termine; nel giro di pochi mesi la famiglia concorda con l’amministrazione Borromeo per un subaffitto (non sappiamo quanto simbolico) nei confronti del senatore Borletti.
Viene proposto in mostra solo un documento, ma illuminante: un ritaglio di giornale contenente un attacco a Toscanini: «come direttore d’orchesta, un grande uomo, ma come uomo, un emerito pagliaccio», per aver suonato molte volte in Palestina…
Dopo il 1940, all’Isolino si succedono periodi di affitto con personaggi diversi e periodi in cui la villa, complice anche la grave situazione bellica, resta sfitta. La situazione migliorerà poi dopo l’epilogo del secondo conflitto, quando l’Isolino viene nuovamente concesso in locazione a facoltosi personaggi.
I Toscanini ritorneranno solo dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, il crollo del regime: un ritorno ad una normalità che non sarà però paragonabile a quella dorata parentesi di villeggiatura del 1932-1936…
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